La Maratoneta d’Italia: ode a Catherine Bertone

Ero molto indecisa sul cosa scrivere stasera: del mio primo ritiro ad una mezza maratona o del successo della dottoressa maratoneta Bertone?

Stamane correvo per migliorare il mio tempo alla MezzAosta e pensavo all’anno scorso quando a vincerla è stata Catherine Bertone. Pensavo che nello stesso momento in cui io stavo mollando tra la statale e l’area verde di Pollein lei stava cercando di migliorare il suo tempo sulla 42 km più veloce del mondo, a Berlino.

Questa donna, medico, donna, mamma e atleta – dulcis in fundo – ha fatto la sua storia a Rio, alle Olimpiadi, per il semplice fatto di esserci a 45 anni, per la prima volta.

Noi Valdostani amiamo pensarci fucina di atleti, anche se siamo così pochi, e avere Bertone e Cunéaz alla Maratona dei Record a Berlino ci rende gonfi di emozione.

Fatto sta che, se Kipchoge il record non l’ha fatto, ad arrivare sesta donna è proprio lei, Catherine Bertone, segnando il record del mondo di categoria (45 anni) e il primato italiano della stagione.

Ora analizziamo la storia. Certo che non è record del mondo assoluto, certo che alla fine ha già una certa età, certo che, come dicono i crudeli, è la migliore perchè in Italia l’Atletica è scarsa, ma…. MA CAXXO!

2 ore 28 minuti 34 secondi

Un record pazzesco, magico, umile. Un record fatto di sacrifici e doti naturali, un record magnifico che fa sorridere quel faccino non così fotogenico.

Un arrivo sorridente, umile, aperto. Una vittoria personale folle, ma soprattutto una vittoria che “butta via” le scuse e i limiti di chi dice di aver “troppo da fare” per fare sport.

Catherine.

Catherine sono arrivata delusa con il pettorale riverso, al mio primo abbandono di gara e ho sorriso. Per te. Grazie a te.

Catherine grazie a te domani correre sarà più facile.

Chissenefrega di record mediatici e tecnologie pazzesche, questo è sport.

Catherine Bertone è sport.

Grazie

RunningCharlotte
RunningCharlotte
Perché la corsa è uno stile di vita e ad ogni passo ci fa crescere un po’ e perché non bisogna essere campioni per correre, basta mettere un passo dietro l’altro. Keep in running.
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