La Storia di Katiuscia – Una Principessa alla EA7 Milano Marathon

Sono Katiuscia, 39 anni.

Vi racconterò di un amore a prima vista.

Ho praticato sin dall’età di 5 anni il basket, per poi lasciarlo il primo anno di Specializzazione in Ortopedia per problemi di tempo.

Il basket era la mia vita, era la seconda pelle che mi si era cucita addosso e che in tanti anni mi ha aiutato a superare la mia eccessiva emotività ed insicurezza caratteriale.

Più volte nel corso della mia vita da “baskettara” sono stata messa a dura prova.

Tre infortuni importanti che mi hanno costretto all’immobilità, sofferenze e dolori per recuperare ma, mai, il pensiero di abbandonare.

Rimaneva viva sempre in me la voglia di lottare e tornare sui campi di basket più forte di prima.

Il basket ha accompagnato la mia infanzia, la mia adolescenza, l’età adulta.

Il dovervi rinunciare ha creato in me un vuoto incolmabile.

Ero sì appagata dal lavoro ma sentivo la mia anima in pena vagabondare alla ricerca di qualcosa che potesse di nuovo emozionarmi.

Qualcosa che potesse di nuovo farmi innamorare.

I sogni, si sa, diventano realtà…

E’ iniziato tutto per gioco. All’inizio una scommessa, poi una prima gara, una 10 km nel maggio 2017.

La mia fortuna è stata di aver incontrato un collega già runner che ha creduto fortemente in me, aiutandomi negli allenamenti.

Una gara preparata in pochissimo tempo, meno di 1 mese. Pochissimo soprattutto per me che mi affacciavo alla corsa per la prima volta nella mia vita.

Fino a quel momento era sempre stata il tramite tra me ed un pallone, mentre ora mi si chiedeva qualcosa di diverso: correre da sola, sentire le mie gambe spingere, appesantite, e continuare a correre senza fermarsi, senza cedere alla fatica.

Con il trascorrere dei giorni il mio correre non era più in solitudine.

La testa spingeva gambe e braccia e mi chiedevo come fosse possibile ciò, cosa le desse tutta questa forza ed energia.

La corsa aveva fatto breccia nel motore del corpo.

Aveva fatto breccia proprio lì, in quella parte di me che si era chiusa al mondo.

Nel mio cuore, a tal punto da non poterne più fare a meno.

Così la gioia al traguardo, la soddisfazione di esserci riuscita ha acceso dentro me il fuoco e la passione spenti anni addietro.

Ho ritrovato me stessa.

Ora il mio vagare non è più senza meta. Il mio vagare è correre alla scoperta di nuovi paesaggi, di nuovi amici, di un mondo nuovo ed entusiasmante.

La testa e le gambe, l’anima ed il cuore, tutto ciò che mi appartiene, lo vogliono.

Desiderano correre con il sole e la pioggia, senza se e senza ma, solo con quella gioia di chi ha scoperto il primo amore.

RUN IS LOVE

RunningCharlotte
RunningCharlotte
Perché la corsa è uno stile di vita e ad ogni passo ci fa crescere un po’ e perché non bisogna essere campioni per correre, basta mettere un passo dietro l’altro. Keep in running.
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