Correre è la Fine del Mondo: un Ultra Trail tra amiche e il valore della “Sorellanza”

Fino alla Fine del Mondo.

Correre all Fine del Mondo.

E’ la Fine del Mondo.

Quando ho pensato a quanto mi sarebbe piaciuto correre in Terra del Fuoco, ho pensato alla Solitudine. Quella con la S maiuscola, quella dei Romantici che scrutano il mare d’inverno, quella della tempesta, della passione, della creatività…

(e un sospiro arriva, da dentro lo stomaco)

Le idee, quelle folli, quelle al limite della psicologia disturbata, le ho da sempre. Io sono quella dei trekking in solitaria a struggersi in tenda la notte. Io sono quella che “sono una donna indipendente e senza indipendenza la creatività non esiste”. Io sono bislacca, testarda, antipatica e brutale. Io…

Io, invece, non sono per nulla così. Io amo condividere le gioie.

La Solitudine, la scelgo quando in fondo a me covo un dolore troppo difficile per essere esposto ad altri, ma oggi… Oggi no.

Oggi sono una donna diversa, oggi sono entusiasta di avere una compagna di viaggio come Francesca.

Pensavo di dedicare quest’oggi a parlarvi degli allenamenti che faremo, ma Fulvio Massa e Simona Morbelli che si occupano del nostro training stanno ancora lavorandoci e sarete aggiornati lunedì.

Il pezzo di oggi è dedicato alla Sorellanza.

Ci sono amiche che ci conoscono da sempre e che amiamo, ma ci sono amiche che fiuti al primo sguardo. Senti un odore simile al tuo, senti che dentro quelle vene scorre un DNA che ha diverse parti in comune con il tuo anche se nemmeno un grado div era parentela vi unisce.

Ci sono amiche con le quali l’empatia non è solo retroattiva, verso ciò che è già successo, ma è un’empatia futura. Un sentimento che lega le vostre storie da sempre.

Questa è la Sorellanza.

Francesca ed o ci conosciamo da soli tre anni. La storia che ci unisce è travagliata e, talvolta, non propriamente interessante. Alla base di tutto, comunque, la corsa.

Ci siamo conosciute tirando su un banner che non voleva stare in piedi, ci siamo frequentate correndo da una parte all’altra dell’Italia.

Entrambe viviamo di Corsa, io scrivendo questo blog, lei facendo al giornalista e la fotografa. Sua la cura del libro di e su Sara Dossena, “Io, Fenice”. Sue le foto e gli articoli di una rubrica della rivista Correre, sua la cura dell’immagine di Run 5.30, una delle iniziative di corsa “POP” più riuscite di sempre.

Francesca, da piccola, correva le campestri e saltava siepi sulla gara più dura dell’atletica, i 3000 siepi. Da ragazza poteva avere nelle gambe un futuro come maratoneta. Oggi ha sicuramente una dote come fotografa.

Francesca correrà con me l’UTMB Ushuaia LCT 50km.

O forse io lo correrò con lei.

O forse lo correremo io con lei e lei con me.

Abbiamo paura. Entrambe. Cinquanta chilometri e 3.000 m di dislivello positivo sono tanti.

La vera avventura sarà condividere la corsa.

Io non ho mai condiviso una corsa con Francesca. Lei è troppo veloce sui 21km e la Maratona di Boston, alla quale mi ha accompagnata, l’ha “corsa” con la macchina fotografica per documentarne la bellezza.

Sarà la Sorellanza che ci porterà al traguardo. Sarà guardarsi a vicenda, prendersi cura dell’altra, osservarsi come osserveremmo la nsotra immagine nello specchio.

Così diverse e così speculari, un “Canone Inverso” sul filo dei sentieri. Alla Fine del Mondo.

Che dire, seguiteci.

Ph. di Francesca Grana

Abbigliamento e scarpe Summit Q.O.M. New Balance.
Zaini Osprey Duro 1,5 litri e 15 litri
RunningCharlotte
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Perché la corsa è uno stile di vita e ad ogni passo ci fa crescere un po’ e perché non bisogna essere campioni per correre, basta mettere un passo dietro l’altro. Keep in running.
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