StraLugano: una mezza maratona in due

Sono una solitaria, mi considero una runner solitaria. Malgrado i miei tentativi sociali non riesco a stare dietro al gruppo, non amo gli orari fissi, nè le tabelle a lungo termine, nè tantomeno riesco ad apprezzare le gare affrontate in team.

E’ sempre stato così, io sono una da gruppo ristretto, da pochi amici fedeli, da gambe sotto al tavolo e chiacchiere libere.

I grandi gruppi di runners mi spaventano.

Ma avere qualcuno al fianco mi riempie il cuore di gioia.

Pur avendo affrontato quasi tutte le gare importanti della stagione passata da sola, ieri, la mia StraLugano ha avuto quel qualcosa in più che l’ha resa perfetta.

Questo qualcosa in più si chiama Marina.

Marina Zanardi l’ho conosciuta grazie al Fly&Run (come non sai cos’è? Vai subito a leggere l’articolo!). Come negli incontri importanti della mia vita c’è di mezzo la rivista Correre, come per Ecomaretona, come per Francesca.

Era tanto tempo fa, era il 2012, quando Marina vinse il titolo mondiale sui 100km MF40 a Seregno. Io nel 2012 avevo appena corso la mia prima maratona in 4h03′ e lei aveva vinto in 7h58′ una distanza lunga 2 volte e mezza.

Mi ricordo ciò che pensai guardando quelle foto e non so se sia positivo o no. Pensai che una ragazza bella così che vinceva anche un titolo mondiale su una distanza incredibile come i 100km doveva avere qualche magia.

Mai avrei pensato che un giorno qualsiasi del 2018 mi avrebbe accompagnata a correre una mezza maratona standomi a fianco e guidandomi, sostenendomi, aiutandomi per tutti quei chilometri.

Ora vi racconto come è andata la mia (nostra?) StraLugano.

Sono partita senza strategie, in realtà ho ricominciato ad allenarmi questa settimana con ancora un po’ di ruggine post Maratona di Boston, quindi mettere una Mezza Maratona qui era un azzardo. Di certo non potevo considerarmi allenata.

Poi sono state un paio di settimane difficili. Ho rivisto alcune cose della mia vita che mi stavano strette, ma si sa, rivedere le “cose della vita” non è mai semplice.

In tutto questo anche l’allenamento risulta più arduo, soprattutto quando la mente vola altrove.

Marina è stata un incontro casuale, ma è dagli incontri casuali che nascono le relazioni inaspettate, questo l’ho imparato.

Marina è partita a razzo (lei ha dei tempi sulla mezza maratona che farebbero impallidire molti di noi). Io l’ho persa di vista subito e ho corso senza pensieri per un po’. La mia non strategia era quella di provare ad andare forte finchè potevo e poi di mollare quando non ne potevo più. Una strategia da podista non preparata, insomma.

Al decimo chilometro ero cotta. Ai giri di boa vedevo Marina incitarmi, almeno 5 minuti avanti a me, appena dietro i palloncini dell’ora e venticinque (andava piano…).

Non mi importava molto fare un preciso risultato, quanto far girare le gambe e resistere alla distanza.

La corsa ha sempre quel potere magico di buttar fuori delusioni, tristezze, odio, rancore.

Correre è una delle soluzioni migliori che conosco quando ci sono grandi passi da fare, e più sono grandi i passi, più la corsa cura il dolore. Per cui me la sono presa comoda, lasciando che cuore e cervello facessero la lotta dentro di me, senza ascoltarli troppo. Al tredicesimo chilometro vedo Marina tornare indietro.

Stava tornando indietro per me. Stava rinunciando alla sua gara per la mia.

Non credo nel buonismo, non credo nell’altruismo cieco, ma in quel momento prendere coscienza del fatto che una persona stava facendo quello per me e solo per me ha immediatamente zittito la bagarre tra cuore e mente. Mi sono messa dietro di lei, mi sono lasciata guidare dalla sua voce e ho spento tutto.

L’ultima volta che una persona mi aveva guidata erano otto mesi fa. E davanti a me sentivo ancora il profumo dell’illusione.

Oggi, in questa StraLugano ho capito quanto è più dolce il profumo dell’amicizia. Quanto è più vero.

I restanti 8 km li ho fatti con la voce di Marina e i suoi consigli. Il mio cuore stava, finalmente, zitto.

Arrivando l’ho presa per mano e insieme abbiamo superato la ragazza davanti a noi, all’ultimo soffio, come nelle gare importanti, come nei finali inaspettati.

Ma questo non è un finale, è solo l’inizio.

Grazie Marina.

Ora si comincia a preparare la Maratona di Berlino.

RunningCharlotte
RunningCharlotte
Perché la corsa è uno stile di vita e ad ogni passo ci fa crescere un po’ e perché non bisogna essere campioni per correre, basta mettere un passo dietro l’altro. Keep in running.
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