Running, socialità e social: come cambia il nostro mondo?

Che senso ha fare la blogger di sport oggi? Come ci hanno cambiati i social?

Quando ho iniziato a occuparmi di corsa, avevo un’idea diversa del running. Diversa da quella che ho oggi, meno profonda e tecnica, ma diversa anche da quello che vedo essere diventata, la corsa.

Quando ho aperto questo blog, nel 2013, quello che volevo fare era scrivere di come la corsa aveva migliorato la mia vita. Non avevo nessuna intenzione di addentrarmi in argomenti difficili, volevo solo parlare di me e del mio rapporto con lo sport che mi aveva così cambiata. Ho aperto il blog e ho iniziato a scrivere, con la speranza che qualcuno mi avrebbe seguita, ma non solo sui social, nella realtà. La mia speranza era che a forza di leggere di quanto mi divertissi, altri con il mio stesso desiderio si unissero alle mie corse mattutine. Che come me si infilassero le scarpe da ginnastica e iniziassero a stare meglio grazie allo sport.

Semplicità e apprendimento.

social network

In California di corsa – 2014

La seconda cosa che ho fatto è stato aprire la pagina Facebook. Di per sè mi interessava poco, ma allora mi occupavo di digital marketing e sapevo bene che avere una vetrina sarebbe stato meglio. La mia pagina Facebook mi serviva per dare luce e spazio ai miei articoli, corredata da qualche foto di me che correvo e qualche frase motivazionale. All’epoca era di moda fare così. Oggi è una cosa obsoleta.

Bene, ha funzionato. Mi scrivevano in diversi per condividere la passione per lo sport, per correre insieme, per organizzare qualcosa. Era un periodo dei social che amavo perchè si traduceva in socialità vera, in condivisione. Nessuno mi metteva un like perchè gli avevo permesso di vedere una gamba semi-nuda su una foto. Si parlava di sport, di come migliorare, di come stare bene.

Ed è da lì che ho iniziato a voler imparare. Volevo imparare ad allenarmi, a mangiare bene, a stare bene. Ho iniziato a leggere libri, mi sono affidata ad un allenatore per comprendere meglio i meccanismi di allenamento. Ho parlato con tanti atleti, ascoltato conferenze. Ho iniziato ad apprendere. Ho trovato un mondo della corsa vecchio e chiuso, astioso nei confronti di chi voleva imparare e confrontarsi. Facilmente trovavo di fronte a me persone che mi guardavano dall’alto in basso a causa dei miei tempi modesti, della mia tecnica incerta e soprattutto della mia voglia di imparare. Continuavano a ripetermi che tanto io non sarei mai stata una atleta. Ma io mi sentivo un vento nuovo, io non ho mai pensato di diventare un’atleta, io volevo solo imparare qualcosa dalla corsa. Volevo solo migliorarmi, per me stessa.

Umiltà, risultati e social network.

Ecomaretona

Ecomaretona 2015

Ricordo ancora la mia prima discussione a proposito di Instagram. Io non volevo iscrivermi perchè era un mondo troppo istantaneo. Si guardava la foto, un secondo e via. Senza leggere niente. Senza approfondire niente.

Io non ho mai pensato che una foto da sola potesse dire qualcosa a meno che non fosse di un artista. Le mie foto di corsa, insomma, erano sì belle, ma il pensiero che stava dietro era più importante. Io volevo passare il concetto dell’umiltà nei confronti dello sport, della fatica e dell’impegno. Della bellezza di poter raggiungere un traguardo con la fatica. Non ho mai e poi mai pensato di essere un soggetto fotografico, ma di avere una buona penna.

Infine ho ceduto a Instagram, come tutti. E Instagram è cresciuto, cresciuto e ancora cresciuto. Le foto delle gare hanno iniziato a funzionare, di pari passo con i primi risultati decenti. Un bisogno incredibile di risultato, di tempi, di schermate di GPS ha fatto crescere Instagram. E si parlava di come ottenerli, di come farcela e, ancora, di motivazione.

Ed è così che ho iniziato a studiare, sono diventata istruttore FIDAL, ho letto ancora molto e ho fatto esperienza. Ho iniziato ad allenare donne di ogni età, senza fretta e senza stress, ma seguendo ciò che avevo studiato. Ho fondato un gruppo non competitivo, The Running Princess, ho organizzato eventi e ho scritto un eBook per correre da principesse (in vendita qui).

E sì, per fare tutto questo ho usato dei social network, ho usato Instagram e Facebook, anche Youtube ora. Ho collaborato con agenzie stampa e brand, ho ideato progetti, ho girato il mondo di corsa.

La blogger oggi, i social network e la realtà.

The Running Princess 2018

E oggi mi chiedo cosa significa fare la blogger. C’è stato un momento in cui mi sono resa conto che i social, Instagram in primis, avevano preso il sopravvento. Finiti i tempi di gare, finiti gli approfondimenti. Il mondo sportivo femminile di Instragram è rappresentato da una sfilata di bei corpi semi-nudi.

Ovviamente sto dietro ai miei social, ma facendomi un giro tra i vari profili vedo che la corsa social è qualcosa che non mi appartiene: pochi contenuti, tanta ostentazione di sè, poco desiderio di imparare, zero confronto. Al massimo c’è polemica, ma non confronto. Tutti sanno, nessuno si informa. Negli ultimi due anni mi sono sentita scartare da agenzie “perchè non sono una che si mette in top a pancia scoperta”, o perchè sono troppo vecchia. Perchè non sono una atleta (verissimo) e perchè prima di scrivere qualcosa vorrei esserne certa. Ho ricevuto richieste per pubblicare articoli scritti da altri con foto fatte a me. I commenti si sono trasformati da commenti costruttivi a commenti sulla mia persona. Poi sono diminuiti proporzionalmente a quanto è aumentato il mio pudore.

E allora la sola soluzione è continuare a scrivere, a informarsi, a documentarsi. E la soddisfazione viene dalla nuova runner felice che finalmente riesce a correre senza dolore, dal cliente che in negozio torna felice delle sue scarpe. Viene dal commento sincero, che forse è solo uno, ma è vero e non è rivolto alle mie chiappe.

Perchè in fondo non ho mai pensato di avere delle gran chiappe, ma sono certa di avere una penna che sa stanare le motivazioni di tanti.

Continuiamo a correre, tutti, per imparare qualcosa, con umiltà e semplicità.

RunningCharlotte
RunningCharlotte
Perché la corsa è uno stile di vita e ad ogni passo ci fa crescere un po’ e perché non bisogna essere campioni per correre, basta mettere un passo dietro l’altro. Keep in running.
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Showing 7 comments
  • Marcello Vento
    Rispondi

    Confermo la condivisione cioè la visione comune nei confronti del “correre”, ma non ti buttare giù: non solo ciò che scrivi ma anche le tue foto hanno il loro perché!😉

  • D.
    Rispondi

    Ed è per questo che leggo il tuo blog perché sei così per i contenuti e le come li scrivi.
    I social vanno e vengono sono i mezzo che all’inizio può aiutare a prendere visibilità. Ma non è essenziale io ho scoperto il Tuo blog senza arrivare dai social (che non utilizzo) ed iscrivendomi immediatamente per avere comodamente via email i tuoi pensieri.
    Continua così 💪💪

  • borgonzonigrandissimagnocca
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    In ogni caso non puoi negare che gran parte delle donne che si mettono a correre lo fanno perché vogliono gli applausi per la pancia piatta e il culo duro. Sai qual è la soluzione al problema? Almeno secondo me è smettere di dire che la ciccia fa male. A parte il fatto che non esistono prove che la ciccia fa male, ma comunque, a partire dalla tv e dal cinema (che nonostante tutto sono ancora i grandi motori) far fare le stesse cose a grasse e a magre, e scoprire le grasse esattamente come le magre. In questo modo quelle donne che vanno a correre per gli applausi per la ciccia sparita e per il culo duro non sentirsnno più il bisogno di farlo per questo perché saprebbero che una bella trippona lardellosa e un bel cuone grondante di cellulite avrebbero gli stessi applausi. E chi invece ha voglia di correre per davvero lo farà. Questo è quello che penso. Che dici tualtra?
    P. S.: è vero che la Borgonzoni è magra, ma questo non cambia il fatto che a me di solito mi piacciono le grasse le obese le supermegaobesissime ipergrondanti di cellulite.

    • RunningCharlotte
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      Ho pensato un po’ prima di rispondere. Diciamo che alla fine ho letto la sua mail e sono scoppiata a ridere. Penso che ognuno debba essere ciò che è. Penso che mostrare uomini e donne di tutte le taglie sia corretto, perchè si può essere in salute anche senza la 40, anzi, spesso si perde la salute per la 40. Detto questo io faccio l’allenatrice e no, non penso che sia uguale essere obesi o normopeso. L’obesità non è salutare e dobbiamo prenderci cura del nostro corpo. L’obesità è alla base di molte malattie cardiovascolari e l’inattività inficia difese immunitarie e capacità respiratorie. Detto questo esistono le sfumature e ognuno è come è, io per prima. Saluti! (che mail che ha!)

      • borgonzonigrandissimagnocca
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        proprio ieri su uno dei canali mediaset hanno trasmesso la rara versione integrale del film 7 chili in 7 giorni, e io, appena finito di trasmetterla, me la sono scaricata (io sono un tecnico informatico e se vuoi sapere come si fa scrivimi in privato che te lo spiego)
        in realta non me lo sono guardato tutto, ma solo alcuni tratti
        però mi piace vedere somiglianze e differenze tra gli anni 80 e oggi (considera che io sono nato piu o meno quando quel film è uscito quindi i mitici anni 80 per me sono anni un po’ estranei) riguardo al fatto di come viene vista la ciccia dalla societa in generale
        in ogni caso non esistono prove che l’obesita non è salutare
        a parte il fatto che non esiste una definizione scientifica di obesita (la definizione che si da di solito dal punto di vista scientiico è totalmente insensata) ma comunque non esistono prove che la ciccia è alla base di tante malattie e l’inattivita fisica abbassa le difese immunitarie
        ma a parte questo non mi sembra questo il luogo adatto per dibattere di questo
        comunque fammi capire cos’è che ti ha fatto ridere?
        poi già che ci siamo ti vorrei dire una cosa che non so se l’ho detta a qualcuno a me appunto la ciccia mi fa venire voglia (puoi immaginare di cosa) e più ciccia c’è più voglia mi viene MA allo stesso tempo se parliamo di affetto di coccole mi piace moooooooooooolto dipiu stringere tra le braccia una donna secca secca che le sento gli ossicini uno per uno vabbò, misteri………

        • RunningCharlotte
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          A parte i tuoi personalissimi gusti in fatto di attrazione fisica, che non sono criticabili o giudicabili, l’obesità è una delle cause più conclamate di problemi cardiovascolari, diabete, problemi ossei e muscolo scheletrici, apnea notturna, ictus, patologie dell’occhio, problemi respiratori. Quindi non diciamo cavolate. Inoltre, l’attività fisica regolare viene consigliata (termine non del tutto esatto) dall’OMS in quantità di almeno 150′ di attività settimanale suddivisi in 5 sessioni, considerando come attività fisica l’attività di base come la camminata, il trekking, la ginnastica. L’attività fisica all’aria aperta invece ha comprovati effetti positivi sul sistema scheletrico, soprattutto nelle donne e sempre nelle donne una buona percentuale di massa muscolare è correlata ad un abbassamento della comparsa di problemi ossei come l’osteoporosi.
          Quindi, sì, l’obesità è una patologia ed è una delle più frequenti cause di problemi di salute che portano a morte prematura. mentre una buona attività fisica è correlata ad effetti migliorativi sulla salute generale dell’individuo.
          Questo detto la “ciccia” come la chiami tu viene demonizzata per differenti ragioni che non toccano la sottoscritta. In quanto allenatore io non demonizzo la ciccia ma promuovo la normalità ponderale, la vita attiva e la salute.
          Per quanto riguarda la mail, la trovo sicuramente originale, tipica di qualcuno che non desidera lasciare nome e cognome via mail, ma comunque decisamente originale.

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Kilianenda
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